• Marco Carione

Disturbo da Deficit di Natura

Una storia di vita che fa riflettere sul bisogno di stare "fuori" all'aperto, a contatto con elementi naturali, in luoghi di scambio reali, in mezzo a colori e luce non a led, a profumi, a consistenze diverse. La trovate in A piedi nudi nel verde


(immagine dalla Rivista Bambini)

«Carlo 6 anni, è stato un problema per i suoi genitori. Irrequieto, capriccioso, distruttivo, spesso inappetente e soprattutto insonne. Nulla a che vedere con la sorella di dieci anni che, fin dall’inizio, è sempre stata una bambina serena “Dove la mettevi, stava” spiega la mamma: Non ha mai fatto storie per mangiare. Alle 20.30 a letto senza protestare. Ci ha abituato talmente bene che con il secondo ci siamo trovati completamente spiazzati. Io e mio marito torniamo a casa dal lavoro intorno alle 19.30, qualche volta anche più tardi, e il fatto che non si addormenti e voglia restare con noi davanti alla tv ci distrugge…». Il racconto prosegue.

Carlo visto dal pediatra viene definito iperattivo, senza prescrivere farmaci, spiega ai genitori che è una forma di immaturità del sistema nervoso e che ci vorrà pazienza. I genitori sono distrutti.

Dopo il pediatra lo psicologo. Questo si fece spiegare la giornata di Carlo: scuola, pomeriggio con un governante anziana e claudicante, tv sempre accesa in sottofondo.

Lo psicologo a questo punto prescrive una interessante TERAPIA:

1. Andare almeno 2 ore al giorno al parco, nel verde, a correre e a giocare, possibilmente con altri bambini

2. Evitare di tenere il televisore acceso come rumore di fondo

3. Evitare che Carlo guardi la tv dopo cena: concilia il sonno agli adulti ma può avere effetto eccitante sui bambini

4. Stabilire un orario in cui Carlo va a letto e rispettarlo

5. Stare più tempo coi genitori

I genitori si organizzarono e seguirono le indicazioni. Per andare al parco trovarono uno studente universitario. Trovarono un amichetto per il parco. I progressi si videro da subito: Carlo tornava a casa più sereno e disteso, meno distruttivo e faceva giochi più tranquilli. A turno un genitore cercava di tornare un po' prima la sera per svolgere qualche attività tranquilla con Carlo (letture, dama, puzzle ecc.) Dopo 5 settimane andava a letto alle 22 senza fare storie e si addormentava con un libretto in mano. Sapeva che andare a letto non significa addormentarsi subito, ma che il sonno arriva da solo.

I bambini non comunicano con le parole il disagio, ma con il comportamento o con il corpo. Una delle prime variabili da valutare in presenza di disagio è l’analisi dell’ambiente e dello stile di vita. Daniele Novara li chiamerebbe i “basilari dell’educazione”.

I bambini sempre più segregati in ambienti chiusi, davanti a uno schermo, stanno sviluppando sempre più un “DISTURBO DA DEFICIT DI NATURA” (R. Low, 2006) che porta i bambini a sviluppare difetti percettivi, durata ridotta dell’attenzione, iperattività e altri. Manca uno spazio di vita dove esercitare la socializzazione, i muscoli, i riflessi, l’intelligenza, l’esplorazione…

Per Low quanto più spesso «è confinato in un ambiente artificiale, tanto più l’essere umano ha bisogno – per mantenere la propria salute mentale e fisica – di un contatto compensatorio con la natura. Ciò è tanto più vero in età evolutiva, quando muoversi significa anche risolvere problemi concreti, socializzare, rendersi indipendenti, sviluppare fiducia in se stessi. Oggi molti bambini vengono diagnosticati come iperattivi o affetti da deficit di attenzione, senza domandarsi però se l’ambiente in cui sono costretti a vivere risponda o meno alle loro esigenze di crescita»[1]

[1] Oliverio A., Ferraris Oliverio A., A piedi nudi nel verde, Giunti, Firenze, 2011, p.75-81

6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti