• Marco Carione

Malka Haas “Il cortile delle cianfrusaglie” (junkyard playground)


tratto dall'articolo di S. Leoncini in Bambini novembre 2014


M.Haas insegnante, educatrice e formatrice ha portato idee innovative all’interno del dibattito pedagogico e in particolare nelle linee educative dei Kibbutzim

Nata a Berlino emigrò in Israele all’età di 15 anni. Nel 1942 fondò il primo asilo nido all’interno del Kibbutz “Sde Eliyahu”. Fu una proposta molto innovativa ed ha sempre affiancato il lavoro pratico all’esplorazione.

Il suo lavoro si dirama in due direzioni: la riflessione sul disegno; una nuova interpretazione dello spazio del cortile degli asili nido e delle scuole dell’infanzia all’interno dei kibbutzim.

Qui prenderemo in considerazione l’idea del cortile come risorsa per lo sviluppo dei bambini, luogo di sperimentazione ed esplorazione, che favorisce il problem solving e con effetti positivi sulle capacità motorie, linguistiche e collaborative (Moore, 1996 cit. in Leoncini). All’esterno la scoperta avviene tramite l’esperienza pratica.

Uno dei concetti ideati da M. Haas è il cortile delle cianfrusaglie: «riciclando le cianfrusaglie e mettendole a disposizione per il gioco si permette ai bambini di sviluppare una personalità indipendente, con creatività e attraverso il lavoro autonomo; in questo modo i bambini lavorano sulle loro capacità liberando la fantasia, affiancati e sostenuti dagli adulti. Il cortile delle cianfrusaglie è un angolo di giardino con confini precisi in cui vengono riposte delle cianfrusaglie, dei materiali in disuso di vario tipo ( da computer non funzionanti a seggiolini per la macchina a vecchie pentole; da tubi di plastica a elettrodomestici rotti ecc.). ciò che apparteneva al mondo adulto, e che per i grandi non va più bene, può essere trasformato e può assumere significati nuovi attraverso la creatività innata dei bambini. Si porta avanti, quindi, il principio del giocare con cose “reali”».

Uno dei concetti ideati da M. Haas è il cortile delle cianfrusaglie: «riciclando le cianfrusaglie e mettendole a disposizione per il gioco si permette ai bambini di sviluppare una personalità indipendente, con creatività e attraverso il lavoro autonomo; in questo modo i bambini lavorano sulle loro capacità liberando la fantasia, affiancati e sostenuti dagli adulti. Il cortile delle cianfrusaglie è un angolo di giardino con confini precisi in cui vengono riposte delle cianfrusaglie, dei materiali in disuso di vario tipo ( da computer non funzionanti a seggiolini per la macchina a vecchie pentole; da tubi di plastica a elettrodomestici rotti ecc.). ciò che apparteneva al mondo adulto, e che per i grandi non va più bene, può essere trasformato e può assumere significati nuovi attraverso la creatività innata dei bambini. Si porta avanti, quindi, il principio del giocare con cose “reali”».

«L’attività che viene svolta dalle insegnanti, attraverso questi “strumenti”, contribuisce alla preparazione sensoriale […] e mette a disposizione un micro-mondo dove gli alunni possono liberamente esprimere le proprie sensazioni. Questo tipo di attività coinvolge tutti i sensi (Haas 1996). Il compito dell’insegnante è fare in modo che questi oggetti non si trasformino in “spazzatura” e diventino pericolosi ma siano di stimolo al bambino»

“Nel cortile delle cianfrusaglie generazioni di bambini hanno risposto all’invito del loro territorio di esplorare il significato del mondo in cui vivono, in un ambiente sicuro e ricco di stimoli”

Il pensiero centrale di Malka Haas è proprio questo: «Il bambino gioca con cose vere sviluppando la sua intelligenza attraverso l’esperienza pratica di cui ha bisogno, ma si ricollega al suo mondo e al mondo di tutti, condividendo le cianfrusaglie con i suoi compagni, giocando in maniera spontanea, collaborativa e non competitiva».

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